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Fabien Cancellara Trionfa alla Roubaix PDF Stampa E-mail
Scritto da Vulpiani Giampiero   
Lunedì 12 Aprile 2010 07:38

ROUBAIX - Ormai Fabian Cancellara vince in maniera talmente netta da fare lo show prima dell'arrivo. Alla Parigi-Roubaix, stessa scena del Giro delle Fiandre di sette giorni prima: mancano 2 km al traguardo, angioletto regalatogli dalla moglie mostrato alle telecamere, i frutti del trionfo raccolti al Velodrome con il volto disteso da un largo sorriso. Lo svizzero doma l'inferno del nord come già fatto 4 anni or sono, fa doppietta con il Fiandre (è la decima volta che accade nella storia del ciclismo), ma soprattutto dà una prova di potenza e di intelligenza tattica semplicemente straordinaria.

IN STILE MERCKX - Il vincitore della Roubaix non è mai un tipo qualunque: non può esserlo chi salva la pellaccia dalle trappole di pietra sconnessa della Foresta di Arenberg o del Carrefour de l'Arbre. Però Cancellara si distacca ancora di più da molti altri vincitori: trionfa da più forte, da favoritissimo, fa la classica impresa d'altri tempi. Un marcatore su tutti: Tom Boonen. Il belga non accetta in maniera aperta la sfida come fatto il giorno di Pasqua: cerca di punzecchiare con scatti qua e la, ma in fin dei conti sta molto concentrato sulla ruota dello svizzero. Pavé, pavé ed ancora pavé: si aspettano i tratti di asfalto per tirare il fiato, per riorganizzare le strategie tattiche. Mancano 50 km all'arrivo, Boonen è in fondo al drappello di testa, Cancellara se ne accorge è piazza un allungo deciso: 20 metri di vantaggio, un capello per molti, una foresta per una locomotiva come lo svizzero. Un paio di km e fa il vuoto: riprende Leukemans, Hoste e Hinault (attaccanti senza speranza), poi una nuova accelerata sul difficile tratto di Mons-en-Pévèle, quindi una cavalcata solitaria fino al velodromo. Cinquanta km a spingere come un forsennato, roba in stile Eddy Merckx per intenderci.

IL GRANDE SCONFITTO - Cancellara è un capitolo a parte. Annuncia la vittoria quando si mette in testa nella temibile Foresta di Arenberg: non il momento chiave, ma un messaggio chiaro, il resto lo abbiamo già raccontato. Spazio quindi agli altri. Detto che il podio lo completano il norvegese Hushovd e lo spagnolo Flecha (rispettivamente secondo e terzo), il ruolo di grande sconfitto va a Tom Boonen. Magari il campione del Belgio ha le gambe per arrivare secondo, ma lo scatto di Cancellara gli infligge una ferita psicologica notevole: non riesce ad essere leader, ad organizzare un inseguimento collettivo, alla fine molla anche nella sprint per il quarto posto contro Hammond. Capitolo italiani. Filippo Pozzato chiude con nun dignitoso settimo posto: da lui non era lecito aspettarsi di più dopo i problemi fisici degli ultimi giorni, ma l'aria che tira per i colori azzurri, anche in vista di Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, non è proprio delle più rosee. Infine, citazione per l'olandese Servais Knaven, che porta a termine la sua sedicesima Roubaix: eguagliato il record del belga Raymond Impanis.
ORDINE D'ARRIVO
1. Fabian Cancellara (SVI/SAX), 259 km in 6 h 35:10.
2. Thor Hushovd (NOR/CTT) a 2:00.
3. Juan Antonio Flecha (SPA/SKY) 2:00.
4. Roger Hammond (GBR/CTT) 3:14.
5. Tom Boonen (BEL/QST) 3:14.
6. Björn Leukemans (BEL/VAC) 3:20.
7. Filippo Pozzato (ITA/KAT) 3:46.
8. Leif Hoste (BEL/OLO) 5:16.
9. Sébastien Hinault (FRA/ALM) 6:27.
10. Hayden Roulston (NZL/THR) 6:59.

Fonte: http://www.repubblica.it

 
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